martedì 29 marzo 2016

Recensione: Cupido in Love - Un Amore Impossibile di Alessandro Mazzurana

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recensione review cupido in love un amore impossibile alessandro mazzurana

Buongiorno lettori e ben ritrovati!
Come avete passato le festività pasquali? Io - come probabilmente tutti - ho mangiato fino a scoppiare e se non fosse che se salto i pasti svengo, oggi resterei volentieri a digiuno!
Oggi vi porto la mia prima recensione su richiesta! Parlo di "Cupido in Love - Un amore impossibile" di Alessandro Mazzurana.
Perdonate la lunghezza della recensione, ma mi è stata chiesta un'opinione sincera che possa essere un stimolo di crescita e penso sia doveroso spendere qualche parola in più al riguardo.

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CUPIDO IN LOVE - UN AMORE IMPOSSIBILE
Alessandro Mazzurana

recensione review cupido in love un amore impossibile alessandro mazzurana

Editore: Autopubblicato/YouCanPrint
Prezzo: Rigido ///, Ebook 0,99€
Pagine: 222
Serie: Cupido in Love #01

Trama: Leo è un giovane Cupido di Verona, consapevole del proprio ruolo e dei propri poteri. La sua vita è basata sul rispetto delle regole che ne derivano, con gli annessi privilegi e i conseguenti sacrifici. Deve favorire le infatuazioni e sposare una perfetta sconosciuta appena incontrata a Milano, per sistemare vecchi dissapori, sorti prima che entrambi nascessero, tra la sua famiglia di Cupidi e quella della futura sposa. È proprio tornando in treno dopo aver pranzato con la famiglia milanese che si imbatte in Luna, rimanendone affascinato come non dovrebbe accadere con una persona comune. Allora chi è questa ragazza che lo ha abbagliato pur mostrandosi da subito sgarbata e distaccata? È un’improbabile Cupida mai vista prima oppure fa parte dei Cinici, gli odiati nemici aventi obiettivi opposti a quelli dei Cupidi? Lo scoprirà nei giorni seguenti, così come verrà a conoscenza della ragione che sta all’origine del suo matrimonio combinato, mettendo a rischio equilibri consolidati e in dubbio il suo futuro designato, tra fughe e combattimenti, morti e rapimenti, passioni e innamoramenti in una Verona che sembra essere tornata ai celebrati fasti di Romeo e Giulietta.


RECENSIONE

Non potete immaginare la felicità che ho provato quando Alessandro mi ha contattata per recensire il suo libro. Per me, che nella blogosfera sono una matricola, è stato come se improvvisamente fosse il mio compleanno. Fra tutti i blog che ci sono Alessandro aveva scelto me e davvero volevo fare una bella impressione, ma purtroppo temo che dopo questa recensione non vorrà più saperne di me.
Lo avevo già preventivato all'autore - e chi mi legge lo sa bene - io non celebro i libri a priori e non mi faccio problemi a smontare storie osannate dalle masse.
Non è il caso di Cupido in Love, o almeno non lo è completamente.

Cupido in Love è indubbiamente interessante e intrigante: la storia alla base è solida - anche se forse un po' forzata - e c'è un ragionamento profondo alle spalle. Un po' come in Percy Jackson, anche qui abbiamo la rievocazione di un mito, ambientato ai giorni nostri.
Ed ecco il problema: i giorni nostri.
Se fosse stato ambientato nell'Ottocento o nei primi anni del Novecento, non avrei avuto niente da ridire, anzi quattro stelle non gliele avrebbe tolte nessuno; ma la storia è ambientata oggi, nel 2016 e il linguaggio scelto per la narrazione è troppo ricercato.
Mi spiego meglio: io ho 25 anni, vivo appieno il ventunesimo secolo e ho studiato - sebbene non in modo approfondito - scrittori e poeti del secolo scorso, non ho sulle spalle un bagaglio di lessico da liceo classico e ho trovato la scrittura del libro veramente difficoltosa.
Quando leggo una storia ambientata nel mio secolo mi aspetto un linguaggio al mio livello, scorrevole, non uno che ogni dieci righe mi obbliga ad aprire il dizionario per cercare il significato della parola. Sicuramente la mia conoscenza ne trae beneficio, ma la lettura risulta lenta, faticosa e per niente piacevole.
Io non so quanti anni abbia Alessandro, né che tipo di studi abbia fatto, ma posso assicurarvi che un ventenne (come possono essere Leo e Luna - non sono specificate le età) non userebbe mai parole come procrastinare, nitore, epiteti, canizie, rubizza... idiosincrasia.
Anche la punteggiatura mi ha lasciata perplessa: spesso mi trovavo davanti a frasi tagliate a metà da un punto o con virgole messe a dare pause nei punti sbagliati (a mio parere). Io non ho una laurea in lettere, non sono una critica letteraria e sicuramente non posso permettermi giudizi sull'uso della punteggiatura visto che al massimo uso qualche virgola, ma non sapendo bene a cosa attribuire la continua perdita di ritmo la mia opzione è stata questa.
Ultima nota circa il tema linguaggio/punteggiatura: ho trovato diverse volte l'uso di "???" come risposta a delle frasi criptiche. No, no e no. Non posso vederla una cosa del genere in un libro. A parte l'uso delle virgolette alte che quella è una scelta stilistica dell'autore, io uso "???" quando in chat devo far capire all'altra persona - che quindi non può vedermi - la mia espressione facciale in quanto non ho parole per rispondere, ma un autore non può glissare una frase come: "Mi guardò con aria interrogativa" utilizzando "???".

I personaggi sono ben caratterizzati anche se la loro descrizione di ferma lì, non ci sono dettagli che li riguardano. Non si sa quanti anni abbiano, cosa facciano nella vita, di che colore abbiano gli occhi. Penso che sia stato affrontato tutto in modo approssimativo, per arrivare subito al succo della storia e questo fa perdere credibilità ai personaggi rendendo impossibile al lettore immedesimarsi in loro.

La cosa che mi è piaciuta di più è sicuramente il finale che lascia col fiato sospeso e invoglia a cercare un seguito, penso sia una cosa importante.
Se dovessi dare un consiglio ad Alessandro, il mio suggerimento sarebbe di lasciare da parte i percorsi cittadini, non stai scrivendo una guida turistica, far sapere ai tuoi lettori il nome di ogni via in cui i personaggi svoltano non è essenziale. Concentrati sul rendere reali i tuoi personaggi e la tua storia, non intendo che devi raccontare una storia vera (anche se potresti farlo), ma che devi dare un senso per il lettore: scegli fra il personaggio che tutti vorrebbero essere e quello in cui tutti possono rivedersi e usa un linguaggio adatto all'età a cui scegli di rivolgerti e che sia coerente con il tempo e il luogo in cui è ambientata la tua storia.
Spero comunque che chiunque abbia tempo e voglia provi a leggere questo libro e ha dare la sua opinione così che Alessandro possa crescere e far conoscere le sue opere a più persone possibile.


2 commenti:

  1. Bellissima recensione: hai spiegato nel dettaglio che cosa non va nel libro e quali sono, invece, le sue potenzialità. Anche se hai scritto molto non ho fatto fatica ad arrivare alla fine della recensione perché scrivi in modo molto scorrevole, quindi non farti scrupoli :)

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