giovedì 26 maggio 2016

Recensione: Stone Rider di David Hofmeyr

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Recensione 


E un altro giovedì è arrivato. Cavolo le settimane volano... oggi pomeriggio devo pure andare al CAF per il 730 che l'anno scorso mi hanno fatto casino col lavoro e ora non si capisce più niente... in più devo anche formattare il pc e renderlo di nuovo attivo perché ultimamente mi sta dando un po' di problemi.
Inoltre la giornata non è iniziata nel migliore dei modi perché internet non funzionava e papà ha deciso che le 7 era un buon orario per chiamare la Telecom e svegliarmi nel tentativo di trovare i pulsante del riavvio del modem... ma vabbè.
Giornata di recensioni oggi! Vediamo di riprendere il giusto ritmo! Oggi abbiamo... Stone Rider di David Hofmeyr edito da Fanucci.

recensione review Stone Rider di David Hofmeyr fanucci
STONE RIDER
David Hofmeyr

recensione review Stone Rider di David Hofmeyr fanucci

Editore: Fanucci
Prezzo: Rigido 14,90€, Ebook 4,99€
Pagine: 352
Serie: Stone Rider #01

Trama: Adam Stone è cresciuto nella polverosa e arida città di Blackwater, circondata dal deserto, un luogo fuori dal mondo dove nessuno può dirsi veramente libero. Non desidera altro che fuggire da quella prigione e trovare un’esistenza di libertà e di pace. Ma c’è qualcosa che Adam rincorre ancor più della libertà: l’amore dell’affascinante Sadie Blood. In un mondo così spietato, che non concede ancore di salvezza, l’unico modo per iniziare una nuova vita è gareggiare nella Blackwater Trail, una corsa mortale e senza regole alla quale solo i più forti possono sopravvivere. Adam, eccellente pilota, decide di competere insieme a Sadie e all’ambiguo e indecifrabile Kane per assicurarsi l’ambito premio: un biglietto di sola andata per la rigogliosa Sky-Base, un luogo in cui regna la pace, pervaso da un lusso inimmaginabile per chi proviene da Blackwater. Per l’amore di Sadie e per i suoi sogni, Adam sarà disposto a rischiare ogni cosa, compresa la sua stessa vita...


RECENSIONE

Questa è una di quelle recensioni che ero più restia a scrivere, non perché il libro non mi sia piaciuto, ma piuttosto a causa del fatto che arrivata alla fine - oltre a voler già avere in mano il seguito - mi ha lasciato un vuoto che ancora, nonostante sia tornata del mio angolino familiare - non sono riuscita a colmare. Non è un vuoto da "OddioQuestoLibroÈStatoBellissimoNonPossoPiùVivereSenza", ma non so proprio definirlo: non mi era mai capitato prima. È come se avessi tutto e niente da dire. Boh.

Sono rimasta affascinata dal mondo creato da Hofmeyr: un'ambientazione dal sapore di un vecchio western che si mescola alla distopia e alla fantascienza delle moto geneticamente connesse ai loro cavalieri. L'autore crea immagini molto chiare e vivaci di quello che descrive e ad un certo punto Blackwater aveva letteralmente preso vita nella mia testa. Mi era capitato solo con il Distretto 12 in Hunger Games.
Adam è il protagonista che ogni libro dovrebbe avere perché è una persona vera: non ha poteri speciali che lo rendono superiore agli altri, non è né il più intelligente, né il più bello, né il più ricco. Lui è normale. Ha paura ed è consapevole che è una sua grande debolezza, ma non si lascia abbattere; per la serie: "Sono debole, e allora?". Sono quelle cose che zittiscono un bullo e che fanno crescere una persona, ed è proprio questo il punto: il personaggio di Adam cresce per tutta la storia, un pezzetto per volta cambia perché si rende conto che per raggiungere ciò a cui aspira - la città nel cielo di SkyBase dove apparentemente tutti vivono felice, contenti e in salute - il vecchio se stesso non è più abbastanza.
Ed ecco un altro punto per Hofmeyr: la caratterizzazione dei personaggi. Tutti portano qualcosa alla storia, nessuno è superfluo. Il villain è colui che tira le redini della storia, è il punto cardine intorno al quale si svolge il tutto perché è colui che mette in moto la presa di coscienza di Adam e quindi il suo cambiamento.

La cosa che più mi ha colpita di questo libro è la continua dinamicità della narrazione: si ha la sensazione di essere sempre in movimento e all'improvviso è impossibile distinguere se le emozioni che si provano siano nostre o dei personaggi.
Vengono tratti temi importanti e la cosa migliore è che li si guarda sempre da almeno due punti di vista: la famiglia - ad esempio - per Adam è amore, casa, malinconia; per Sadie è paura e rabbia, per Kane è accettazione della diversità, rancore, vendetta.

Ma ciò che vi terrà attaccati alle pagine è che durante la lettura vi renderete conto che voi siete diventati Adam. Sarete voi a provare la sua paura, il suo amore, il suo smarrimento, il suo coraggio. Sarete voi che vorrete vincere a tutti i costi la gara per raggiungere SkyBase.

Bene, che ne dite? Vi ispira? Io non vedo l'ora che esca il seguito!


David Hofmeyr - Stone Rider:
1. Stone Rider
2. Blood Rider (inedito)


2 commenti:

  1. Ciao Ink che bella recensione, mi hai colpita particolarmente quando hai scritto che alla fine della lettura è quasi come essere diventati Adam, il protagonista appunto. Vuol dire che ci si immerge completamente, wow pazzesco e dire che non stavo proprio attenzionando questo libro, grazie!

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    1. Ovviamente poi ogni lettore reagisce diversamente, però Adam è davvero un personaggio in cui tutti possiamo vederci almeno una volta!

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