lunedì 19 settembre 2016

In Her Shoes #01 Recensione: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

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In Her Shoes 


Buon lunedì e buon inizio settimana lettori! Come state? Iniziata bene la settimana? Come vedete non vi ho dimenticati e, soprattutto, non ho dimenticato la nostra carissima Monday Review! Ma che volete farci, è stata una settimana difficile e ogni volta che mi mettevo a leggere succedeva qualcosa che mi tagliava le gambe, insomma tra la difficoltà della lettura e il destino, questa recensione è stata un'ardua sfida.

Tra le varie nuove rubriche di cui vi avevo parlato nell'ultimo Miscellaneous, ho dimenticato di dirvi che avrei anche dato il via a questa serie di recensioni che chiamerò "In Her Shoes". Si tratta infatti di una nuova rubrica a cadenza mensile, in cui recensirò libri scelti per me dalla mia adorata cugina che ha gusti diametralmente opposti ai miei. Come libro di avvio mi ha assegnato L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn edito da Mondadori, venire a scoprire cosa ne penso!

recensione review  L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn
L'OMBRA DEL VENTO
Carlos Ruiz Zafòn

recensione review  L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

Editore: Mondadori
Prezzo: Rigido: 12,50€, Ebook 7,99€
Pagine: 444
Serie: Il Cimitero dei Libri Dimenticati #01

Trama: A Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita. Perché dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida, e un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la propria vita. Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa, L'ombra del vento fa rivivere la grande tradizione del feuilleton ottocentesco con una sensibilità squisitamente contemporanea. Clamoroso caso editoriale, è il libro che ha imposto Zafón sulla scena internazionale, e da allora non ha smesso di stregare milioni di lettori in tutto il mondo.


RECENSIONE

Leggere un libro fuori dal mio genere standard ogni tanto ci vuole, un po' per riscoprire cosa amo dei generi che prediligo, un po' perché amo la sensazione che dà scoprire cose nuove. Certo il thriller, per quanto non mi entusiasmi, non lo schifo, ma non faccio nemmeno i salti mortali per accaparrarmi l'ultima copia in libreria.
Così, quando la cuggi (la doppia g è voluta u.u) mi ha proposto questa sfida non ho potuto rifiutare. Far conoscere a lei fantasy e romance e aprire le mie vedute in fatto di libri mi sembravano tutti pro.

"L'ombra del vento" è un libro a cui di mia iniziativa non mi sarei mai avvicinata, né la copertina né il titolo mi avrebbero attirata in libreria, ma sono contenta che mi sia stato assegnato. Certo, non è stato una lettura facile, ma tutto sommato ne è valsa la pena.

Fin dall'inizio lo stile di Zafòn mi è piaciuto, ho letto le prime cento pagine in pochissimo tempo e, anzi, non mi sarei mai staccata. Il che la dice lunga sullo stile dell'autore perché non tutti sono in grado di scrivere così bene.

Quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro viene cancellato dall'oblio, noi, i custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. 

Purtroppo, però, avevo delle aspettative altissime perché quando ho annunciato che avrei letto questo libro mi sono arrivati commenti positivi uno dietro l'altro, capirete quindi il mio disappunto quando il mio entusiasmo iniziale è andato scemando.
Dopo le prime cento pagine la storia mi è sembrata un miscuglio di eventi senza capo né coda e arrivata alla fine mi dico anche che ho avuto ragione perché, senza fare spoiler, praticamente tutto il libro viene reso inutile dal "colpo di scena" se non per il fatto che tutti i personaggi che si incontrano sono in qualche modo coinvolti.

Per me la lettura era sempre stata un obbligo, una specie di obolo da versare a maestri e tutori. Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell'anima, di abbandonarsi all'immaginazione, alla bellezza e al mistero dell'invenzione letteraria.

Parliamo del protagonista, un ragazzino in piena pubertà (che tale resta pure al compimento della maggiore età) che appena una donna - non importa che sia della sua età o abbia vent'anni di più - gli dice due parole carine salta per aria e si dichiara innamorato/invaghito/ossessionato di/da lei. Negli intermezzi tra una cotta e l'altra si prodiga per svelare il mistero che cavolo è interessante da morire, cioè ho corso dietro alla lettura proprio per avere quei pochi stralci di storia con cui sarei arrivata a risolvere il mistero! E il problema fondamentale è proprio questo: a poco a poco ci vengono presentati tutti i personaggi che andranno a comporre il quadro e con loro vengono presentati anche i personaggi secondari e di entrambi, primari e secondari, viene raccontata vita, morte e miracoli anche quando non potrebbe fregarcene di meno. Dieci pagine sull'orologiaio che ha tendenze trans non erano utili. Altre dieci pagine in cui la domestica ci racconta come ha trovato lavoro presso la famiglia prima che succedesse il fattaccio non era utile. Insomma, avrete capito che il mio problema con questo libro non è stata la storia, ma la dispersività.
I miei complimenti vanno al personaggio di Fumero che se esistesse potrebbe essere studiato come caso per una puntata di Criminal Minds. Ho adorato Fermin e le sue perle di saggezza, ma ho odiato fino al midollo Daniel, il protagonista.

Chissà cosa aveva trovato in me per offrirmi la sua amicizia: forse un pallido riflesso di se stessa, forse un'eco della sua solitudine. Nei miei sogni di adolescente, lei e io saremmo sempre stati due amanti che fuggivano in sella a un libro, pronti a dileguarsi in un mondo immaginario fatto di illusioni di seconda mano.

Cosa che invece ho amato (ma tanto tanto) è l'epilogo: finalmente un epilogo degno di questo nome, di ogni personaggio ci viene raccontata la sorte e ragazzi vi assicuro che è bellissimo non restare con il dubbio di ciò che potrebbe essere successo.

Il destino suole appostarsi dietro l'angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domi­cilio. Bisogna andare a cercarlo.

Comunque, la storia ha un certo fascino: ci fa vivere gli anni della guerra civile e del dopo guerra, ci fa scoprire i meandri di una Barcellona dimenticata, ci fa incontrare personaggi in cui un po' rivivono le anime di Don Chisciotte e Sancho Panza. E soprattutto è una pura dichiarazione d'amore alla lettura.

Esistiamo fintanto che siamo ricordati.


E alla fine ce l'ho fatta inkers! Sono giunta alla fine di questa lettura con un tono dolce amaro nel cuore perché con tutti i difetti che gli posso trovare, alla fine mi è piaciuto. Sì, lo sapete che mi basta che una storia si riprenda sul finale per farmi cambiare opinione, non sempre, però spesso accade.
Voi che mi dite? So che molti di voi hanno amato questa lettura, quelli che invece non l'hanno letto cos'hanno da dirmi?


7 commenti:

  1. Sono felice che un po' ti sia piaciuto :3 Ho tutti i romanzi di Zafon e devi dire che una volta che ci si abitua al suo stile, riesce a catturarti :)
    Questa tua cugina è stata gentile dai, poteva darti qualcosa di peggio xD

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    1. Ha già una lista pronta, ma anche io sono preparata. E sai una cosa? Ti ricordi che io le avevo assegnato "Shadowhunters Le Origini - L'angelo"? Beh, le è piaciuto ed ha anche concluso la serie. Per citarla: "l'epilogo l'ha messa a dura prova (in senso buono). Ah ❤

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  2. Buondì Ink ❤️ Eccomi qui! Conoscevo già il tuo giudizio su "l'ombra del vento" e sono felice che qualche particolare ti sia piaciuto, io amo Zafón, l'ombra del vento per me rimane poesia travestita in prosa pero' sono felice di sapere che qualche particolare e' piaciuto anche a te! ^_* ps ma la cuggi ha un blog? Così la seguo anche io ^_^ sono ferma al primo libro degli shadowhunters ma visto che sento sempre parlare bene de "la principessa" prima o poi dovrei recuperarlo ❤️ Un bacione e buon martedì smackkk

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    1. Ti risponde la suddetta cugina. Presente!
      Purtroppo non ho un blog, per il semplice fatto che per quanto ami leggere, come la mia cuginetta sa bene, sono completamente incapace di stilare una recensione senza rivelare praticamente tutto sul libro/film di cui sto parlando... la mia è una maledizione...
      Detto ciò, da ragazza che ama i gialli, e tende a stare ben lontano dai fantasy/romance posso veramente consigliarti di finire la serie dell'angelo, pur non essendomi piaciuto molto il primo (l'ho trovato un po' lento), la serie si riprende molto bene, con un finale, per citare la cugy, che ti fa sentire svuotata finita la serie (e non in senso cattivo).
      Un bacione!

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    2. Bella la mia cuggi che prende le parti di Shadowhunters! Ely, te l'ho già detto che devi andare avanti! (Comunque le ho fatto leggere "Le Origini", non "Città di Ossa e co")

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  3. Ciao Jessica!!
    Ho anche questo libro in versione ebook... e ancora aspetta di esser letto!!
    L'ho messo tra i prossimi da leggere assolutamente!

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