Demolition Book Derby 


Buon inizio settimana inkers! Come state? Andato bene il weekend? Io ho passato l'intera domenica in comunicazione con Microsoft alla mattina e con HP da dopo pranzo all'ora di andare a letto per cercar di risolvere un problema del pc che si è presentato dopo l'ultimo aggiornamento di 10. Poi ci chiediamo perché la gente passi a Mac.

Oggi è un lunedì speciale perché ho il piacere di inaugurare la rubrica Demolition Book Derby. In breve, questa rubrica consiste nel pubblicare recensioni di libri che non sono piaciuti, che sono un po' la goccia che fa traboccare il vaso, quei libri che ti fanno cadere le braccia e che vorresti lanciare fuori dalla finestra. La cosa è nata ridendo e scherzando con Lilì del Walk in Wonderland quindi se questo tipo di recensioni vi piace seguite pure loro perché troverete questa rubrica anche lì!
Per l'inaugurazione di oggi il titolo che vi propongo è "Come dire Ti Amo ad alta voce" di Karole Cozzo edito da Sperling&Kupfer.

recensione review Come dire Ti Amo ad alta voce di Karole Cozzo
COME DIRE TI AMO AD ALTA VOCE
Karole Cozzo

recensione review Come dire Ti Amo ad alta voce di Karole Cozzo

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: Rigido: 17,90€ Ebook 9,99€
Pagine: 252
Serie: Autoconclusivo

Trama: Jordyn preferisce stare al di sotto dei radar. Odia la sensazione di avere gli sguardi degli altri addosso, l'ha sempre odiata. Ne ha avuti troppi nel corso degli anni, anche se non erano su di lei, per essere precisi. Perché Jordyn Michaelson ha sedici anni, grandi occhi color nocciola e un segreto di nome Phillip, suo fratello. Quando la sua famiglia si è trasferita in Pennsylvania, le è sembrata l'occasione perfetta per ricominciare da zero: una nuova città, un nuovo quartiere, una nuova scuola. Una nuova vita. Da allora Jordyn ha tenuto tutti a distanza costruendo, giorno dopo giorno, un inespugnabile castello di bugie, per far sì che nessuno potesse scoprire la verità sulla sua famiglia. Né i suoi nuovi amici né tantomeno Alex, il ragazzo che ha baciato la scorsa estate e che non ha mai smesso di sognare. Ma è più facile a dirsi che a farsi, e le cose sono inevitabilmente destinate a complicarsi non appena il fratello inizia a frequentare la sua stessa scuola. Jordyn imparerà presto che le bugie hanno un costo, a volte decisamente molto alto. Saprà trovare il coraggio di dire la verità prima di perdere tutto, per sempre?


RECENSIONE

Ho deciso di leggere questo libro basandomi solo ed esclusivamente sulla sua copertina. Chissà perché avevo immaginato una storia d'amore dolce e un po' ingenua, mi dava l'impressione che potesse darmi le stesse sensazioni di "Dimmi tre segreti" (recensito qui), invece mi sono ritrovata davanti a tutt'altro.

La protagonista, Jordyn, è senza spessore, ci mette sedici anni per apprezzare il suo fratello disabile per quello che è, sedici anni per rendersi conto che quello che pensano gli altri non vale niente se credi in te stessa.
No, io personaggi così non li tollero.
Certo, è tutto un escamotage per evidenziare la sua crescita - lei che da ragazzina insicura prende per le corna le sue paure e torna a galla - ma a me sembra tanto un modo come un altro per giustificare il nascondere la testa sotto la sabbia per tutto questo tempo.
Forse è che io odio le ingiustizie all'ennesima potenza, ma se sentissi qualcuno sparlare di mio fratello davanti a me - anche se questi non sanno che è mio fratello - io gliene direi quattro e non solo.
Alex, il co-protagonista, è incredibile e no, non in senso buono. Avete presente gli zerbini? Ecco, lui e uno zerbino potrebbero andare in giro a braccetto. Perfetto sotto ogni punto di vista: bello, intelligente, amato e ben voluto da tutti, atletico a sufficienza per far parte della squadra di football essendone il capitano (ma non per giocare effettivamente - dai un difetto doveva pur averlo!), tanto sensibile da voler creare un parco giochi per disabili e, indovinate un po'? È pure il ragazzo dalle infinite occasioni. Eh sì, non importa quanto male venga trattato, lui tornerà sempre.
Ora, che io preferisca i personaggi un po' stronzi non è un segreto, ma non ho assolutamente niente contro i personaggi dalle possibilità "Tutti i Gusti +1" - sapete quanto io abbia amato Noah in Perfect, no? (recensione) - ma qui stona alla grande perché lui nella sua perfezione non fa mai niente. Sì, okay, qualche carezza, sguardi e momenti rubati, ma una *censura* di frase chiara e limpida mai. Nada. Nisba.

Ma la cosa che mi ha disturbata di più, più dei due personaggi insulsi di cui vi ho parlato, è che questo libro non si differenzia minimamente da tutti quei libri che affrontano temi importanti come possono essere lo stupro o i disturbi alimentari, o come in questo caso la disabilità. Tutto viene lasciato sullo sfondo a far da contorno, da spalla, da supporto, alla storia d'amore che inevitabilmente avrà il lieto fine.
E credo che sia sbagliato perché non importa quanto un libro sia scritto bene, e questo è davvero scritto bene, o quanto velocemente scorra senza intoppi, senza che la lettura risulti pesante. Non sempre il lieto fine è la scelta giusta. Sono convinta che ogni tanto farebbe bene a queste damigelle in pericolo rendersi conto che non hanno bisogno del principe azzurro per essere felici.


Bene lettori. Ho finito. L'udienza è conclusa.
Okay, scherzi a parte, come avevo già detto nel WWW #04, io sono un po' a disagio con la disabilità, ma questo libro mi ha davvero fatta infuriare. 
Voi che ne pensate? Lo avete letto o lo avete in wishlist?

PS: se volete adottare questa rubrica nel vostro blog fatecelo sapere!