Recensione | La Regina delle Sirene, di Alexandra Christo


 Recensione 


Buongiorno Inkers e buon giovedì, come state? Io sto per mettermi a fare il programma dei prossimi cinque giorni di vacanza e sì, lo so che in vacanza non si dovrebbe fare niente, ma quando mai potrò fare tutto se non quando sono in vacanza? Appunto.
Comunque, venendo ai libri, oggi esce il cartaceo de "La Regina delle Sirene" di Alexandra Christo, edito da Fanucci e io vi ripropongo la mia recensione!

Recensione | La Regina delle Sirene, di Alexandra Christo

TRAMA:
LA REGINA DELLE SIRENE

AUTOCONCLUSIVO

Alexandra Christo

Editore: Fanucci
Prezzo: Cartaceo 14.90€ | Ebook 7.99€
Pagine: 400
Data uscita: 27 Maggio 2021
Genere: Fantasy
   
La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con il cuore di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere uno della sua razza. Per punire sua figlia, la regina del mare trasforma Lira nell'unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al solstizio d'inverno per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un'umana per sempre. L'oceano è l'unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l'erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell'oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare Elian per annnientare il più grande nemico dell'umanità? Un fantasy romance e dark, la storia di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe che ha giurato di distruggerla. Per sempre.

AUTOCONCLUSIVO

Uscito a Marzo 2018, ci ho messo più di un anno a convincermi a comprare “To Kill A Kingdom” a scatola chiusa. Sapete, no, che io tendenzialmente compro i cartacei solo se prima ho letto l’ebook, ma quest’estate l’edizione rigida era in offerta a 12€ anziché 18€, come potevo farmelo scappare? Esatto, non potevo.
Poi, però, tra una cosa e l’altra, non ho avuto il tempo di leggerlo, così ho dovuto rimandare alle quasi ferie natalizie e, lettori, credetemi, mi sono pentita solo di non averlo letto prima.


È cominciato tutto con un principe, come la maggior parte delle storie. Ho sentito il battito del suo cuore contro le mie dita una volta e non l’ho più dimenticato.

“La Regina delle Sirene” è un retelling in chiave dark della fiaba de “La Sirenetta”. Non so quanto sia fedele o si discosti dalla fiaba originale di Andersen, ma posso dirvi che è fedele in un modo un po’ inquietante alla versione Disneyana. Quando dico inquietante quello che intendo è che si riconoscono benissimo alcune scene (tipo quando nel cartone le due murene parlano con Ariel e la convincono ad andare da Ursula), ma poi in realtà la scena nel libro è diversa, quasi completamente. È come avere una sorta di deja-vu, l’hai già visto, ma non esattamente, ed è una delle cose che ho amato di più di tutto il libro.

Ho un cuore per ogni anno che ho vissuto.
Ce ne sono diciassette nascosti nella sabbia della mia stanza. Di tanto in tanto, passo le unghie nei granelli, per assicurarmi che siano ancora lì. Sepolti a fondo, sanguinolenti. Li conto uno a uno, così sono sicura che nulla sia stato rubato durante la notte. È una strana paura da avere. I cuori significano potere, e se c’è una cosa che la mia specie brama più dell’oceano è il potere.

Per quanto riguarda i personaggi, abbiamo Lira a fare le veci di Ariel e Elian a fare quelle di Eric, ma siamo ben lontani dall’immaginario Disney, infatti il tutto ha toni più da “Pirati dei Caraibi” che non da “La Sirenetta”. Se vi immaginate sorrisi radiosi e pinne brillanti cascate male lettori, perché il nostro bel principe altro non è che un cacciatore di sirene e, beh, Lira non è una preda semplice.
La caratterizzazione di Elian è meno articolata rispetto a quella di Lira, ma per com’è impostato, non ha bisogno di chissà quale spazio. Infatti, quasi tutto il suo terreno lo cede alla crescita di Lira che dall’inizio alla fine del libro fa passi da gigante nella sua evoluzione personale.

Eidýllio è una terra dedicata all’amore. I suoi abitanti celebrano l’amore come se fosse un punto di forza, anche se ha ucciso più umani di me. 

Il rapporto tra i due non è però il focus della storia. Mentre nella fiaba abbiamo il tutto che gira intorno alla storia d’amore, qui è l’avventura a farla da padrona. Il legame tra Elian e Lira cresce piano piano e in modo anche piuttosto divertente perché i due si odiano inizialmente - sono nemici mortali, dopotutto - e le frecciatine al vetriolo non mancano.

Il worldbuilding è eccezionale, ho adorato come l’autrice sia riuscita a mescolare un po’ tutte le mitologie del vecchio continente. Lo stesso Elian discende dalla stirpe di Re Mida. Ma ci sono un sacco si paesi che ricalcano il folklore tipico dell’antica Grecia e lontano Nord.
Sicuramente la caratteristica principale è che per quanto venga descritto, per quanto ci vengano dati input sui vari regni, l’immaginazione del lettore è lasciata a ruota libera (e qui posso dirlo, non mi dispiacerebbero altri autoconclusivi ambientati magari in regni diversi, retelling di fiabe diverse).

«Sei un po’ senza cuore oggi, vero?»
«Non lo sono mai. Ci sono diciassette cuori sotto il mio letto.»

Tra l’altro mi è piaciuta tantissimo la peculiarità della figura della sirena. Non è semplice spiegarne l’essenza, ma ci provo.
Vedete, ne “La regina delle sirene” ci sono due tipi di sirene: le Ondine che sono la versione nordica, ovvero la versione rappresentata da Ariel nel film Disney, mentre l’altra Sirena – la specie a cui appartiene Lira – è la versione che viene narrata nell’Odissea: creature che con il loro canto portano i marinai alla morte.

Se un umano prende il cuore di una sirena, sarà immune al potere del loro canto.
Solo che Elian non ha dovuto prendere il mio cuore. Gliel’ho dato io.

Infine, lo stile dell’autrice è ciò che di meglio si poteva chiedere: fluido, sicuro, evocativo. Racconta tutto e lascia altrettanto spazio all’immaginazione. Fa emozionare, sia per le cose positive che per quelle negative, e ti culla come il mare per tutta la lettura.

Insomma, se non si è capito questo libro per me è un must read e sono stra felice che sia arrivato in Italia perché gli amanti del fantasy se lo meritavano. Tanto più che è autoconclusivo.

«La gente non rivela segreti perché qualcuno deve saperli, lo fa perché ha bisogno di qualcuno a cui dirli.»

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Che ne dite, Inkers?
Lo leggerete ora che è arrivato in Italia?




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2 Commenti

  1. io non vedo l'ora di leggere la sua prossima uscita ambientata in questo mondoooo

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  2. Assolutamente si! Aspettavo la sua uscita da quando lessi la tua recensione.

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