Let's Manga! 


Buon venerdì inkers, come state? Un altro weekend sta per iniziare, che programmi avete? Io conto di riprendere a leggere libri dopo la mia pausa a suon di manga. Finalmente la mia fase buco nero è finita.
Questo, introduce la nuova mezza rubrica in cui vi trovate, infatti oggi abbiamo sì una recensione, ma è una recensione speciale perché come vedete parliamo di manga!
Beh, io leggo anche quelli, quindi perché lasciarli da parte?
Oggi vi parlo dei primi tre volumi di una storia dolcissima e piena di lezioni importanti per gradi e piccini: Fruits Basket di Natsuki Takaya edito in varie versioni da Dynit (quella che ho io è la Big Love Edition).

recensione manga fruits basket di natsuki takaya

FRUITS BASKET
Natsuki Takaya

Editore: Dynit
Prezzo al volume: Big Love Edition 6,90€
Volumi Letti: 3
Volumi Totali: 12

Trama: Rimasta senza la mamma, la dolce Toru Honda vive in una tenda ed è costretta a lavorare duramente per pagarsi gli studi. Ma le calamità naturali sono sempre in agguato, e quando un tifone spazza via la sua casa, a offrirle conforto e ospitalità è il bellissimo Yuki Soma, suo compagno di scuola, detto il Principe per via dfei suoi modi raffinati. Con Yuki vivono anche Kyo e Shigure, l'uno introverso e turbolento, l'altro cortese e brillante. Ma i membri della famiglia Soma nascondono un segreto: sono stati colpiti da una terribile maledizione, e basta un abbraccio o un brusco contatto con una persona di sesso opposto perché si trasformino negli animali dello Zodiaco Cinese! (trama tratta dal sito dell'editore italiano Dynit)


RECENSIONE

Parlare di manga non è come parlare di libri. Già solo ad aprire la prima pagina la sensazione è completamente diversa perché si viene accolti da immagini e pensieri che hanno una voce e una vita propri.
La cosa peculiare di leggere un manga è che non c'è un narratore, tutti i personaggi parlano e pensano ed è tutto lì alla portata del lettore. Non c'è bisogno che qualcuno descriva un'espressione o una sensazione perché è l'immagine stessa a parlare più delle parole.

Fruits Basket inizia nel modo più inverosimile possibile, perfino per un manga, perché se in questo tipo di lettura i protagonisti tendono a essere particolarmente sfigati, l'inizio della storia di Toru ha dell'incredibile: dove trovate una ragazza di quindici anni, orfana, che vive in una tenda (perché i parenti non l'hanno voluta - più o meno - e che lavora per pagarsi gli studi? Sì, è esilarante, eppure ha un suo perché.
Nei primi due volumi facciamo la conoscenza di quelli che sono i personaggi principali e alcuni di quelli secondari, ma la cosa che subito salta all'occhio è quanto siano tutti profondamente e meravigliosamente caratterizzati.
Tutti, e sottolineo: tutti, hanno una personalità definita e assolutamente diversa da quella degli altri personaggi.

«Ascolta, nella vita è molto importante andare d'accordo con gli altri. Tuttavia, gli esercizi per imparare a fare questo non si possono fare su una montagna, ma proprio tra le persone. È vero, comunicando con gli altri può capitare che si soffra o si faccia soffrire, ma l’unico modo per imparare è sperimentare tutto questo sulla propria pelle. Se continui a rifiutarti di farlo non imparerai mai ad amare gli altri esseri umani nel modo giusto.»

Non potrete fare a meno di chiedervi cosa ha spinto Uo e Hanajima a diventare amiche di Toru, o cosa scateni un odio così profondo fra Kyo e Yuki o, ancora, cosa nasconda Shigure dietro quei sorrisi così poco naturali.
La maledizione di cui sono vittima i componenti della famiglia Soma è assolutamente geniale perché all'inizio la cosa sembrerà essere legata solo alla trasformazione, ma andando avanti già nel terzo volume ci si rende conto che c'è sotto qualcosa di più profondo e di molto, molto più oscuro.

A volte non le prestiamo attenzione. Non ci preoccupiamo di lei perché ha sempre un sorriso raggiante anche per cose di poca importanza.
Sorride gioiosa.
Sì, lei sorride sempre e sa dire le parole esatte che vogliamo sentire.
Come abbiamo fatto a non accorgecene? Eppure avremmo dovuto capire che le persone come lei non possono rallegrarsi della propria solitudine.

In ogni capitolo non mancano scene divertenti che strappano per più di una risata e momenti talmente seri, con frasi così sagge, che inevitabilmente ci si sofferma a rifletterci.
Nel terzo volume poi... ah ❤ no, non posso dirvi cosa mi fa battere così il cuore, anche perché io so già come finisce e vi darei troppi indizi.
Fin dall'inizio il mio personaggio preferito è stato Kyo ❤ sì, la mia anima da crocerossina si è illuminata come una lampadina sull'albero di Natale quando l'ho incontrato la prima volta. Quei capelli color mandarino, l'aria perennemente imbronciata, i rari e splendidi sorrisi, l'animo ferito... ❤❤❤ ma ammetto che anche Momiji mi piace molto, anche se con lui è più un affetto fraterno come pure con Kisa. Hanno quell'aria da "ti strapazzerei di coccole", non so se mi spiego.

E così…
Così tu…
Tu hai disciolto ogni mio sentimento negativo… ogni pensiero torbido come fango.
Li hai disciolti uno a uno.
Perché… una persona come te… sta al fianco di uno come me?
Quelle lacrime sono per me?
Chissà perché lo spero…
Nonostante… io non ne abbia affatto il diritto.
Chiederle di starmi vicino è sbagliato.
Nonostante ciò… stavolta… sto desiderando che abbia cura di me e che non mi lasci mai.

Parliamo di immagine. A livello visivo i disegni sono molto belli e delicati, il tratto di quest'autrice è molto particolare, anche se credo che non a tutti possa piacere. Dal primo al terzo volume si vede già un cambiamento: si può certamente dire che la pratica dal primo volume al terzo rende tutto migliore.
Certo, è uno stile unico e come tale può non piacere (soprattutto le forme dei visi e dei profili potrebbero lasciare a desiderare per alcuni), ma che dire, io lo amo comunque ❤
Tra l'altro, una cosa in cui quest'autrice è bravissima, sono le scene mute. Quelle scene che esprimono un sentimento senza il bisogno di parole. La paura soprattutto, che è un punto cardine di questa storia, è tangibile al 100%, si ha quasi paura per se stessi, come se i sentimenti dei personaggi potessero uscire dalle pagine e contagiarci.

«Per quanto mi riguarda puoi anche essere egoista. Beh, in generale gli egoisti mi danno sui nervi, ma nel tuo caso… qualche volta puoi anche lamentarti e pensare solo a te stessa. Puoi persino… puoi… puoi rinunciare!»


Allora, lettori, che dite vi ho convinti a tentare un altro tipo di lettura? Oppure voi siete tra quelli che già leggono manga e non me lo hanno mai detto?