giovedì 15 febbraio 2018

Recensione: El Diablo di M. Robinson


 Recensione 


Buongiorno Inkers e buon giovedì, come state? Io è da martedì che ho la settimana settata un giorno avanti, non chiedetemi il motivo perché non lo so.
Comunque, io adoro il periodo di Carnevale, e sapete perché? Perché è l'unico periodo dell'anno in cui mia mamma, con la scusa di fare chiacchiere e i tortellini, accetta di friggere. Perciò, pancia mia fatti capanna che sta sera è prevista una scorpacciata di cotolette, patatine fritte e dolci a volontà.
Parlando invece della recensione di oggi... eh. È dura. Davvero, davvero dura. Mentre sto scrivendo, non so ancora se il mio pensiero su "El Diablo" di M. Robinson edito da Quixote Edizioni sarà una semplice recensione o una demolizione, ma, di sicuro, il mio pensiero non è positivo.



TRAMA:
EL DIABLO
THE DEVIL #1
M. Robinson



Editore: Quixote Edizioni
Prezzo: Cartaceo 17,50€ | Ebook 4,99€
Pagine: 536
Data uscita: 14 Febbraio 2018
Genere: Dark Romance
Ero spietato. Ero temuto. Avevo sacrificato me stesso. Lei. Ogni cosa… Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare. È sempre stata una mia scelta. Ogni decisione. Ogni ordine. Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza. Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata… Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti.

SERIE: THE DEVIL
1. El Diablo
2. Altri volumi a seguire ancora inediti


Parliamone. O forse sarebbe meglio di no. Non lo so.
Non ho idea di come parlarvi di questo libro senza raccontarvi cose della trama stessa. Senza svelarvi cose che magari non volete sapere perché avete comunque intenzione di leggerlo.
Vedrò di mettere degli spoiler nel caso perché, boh, capirete. Spero.

Parliamo del genere: Dark Romance. Non ne ho letti molti, ma un po' ne ho letti. Sia che fossero Dark Contemporanei sia che fossero Dark Romance, qualcosa ho letto.
C'è stata la Cilli con la sua Blood Bonds (qui la recensione di Soffocami, Distruggimi, Uccidimi. Qui quella di Per Addestrarti e qui quella di Per Combatterti), ho letto l'inedita Zavarelli e il suo Crow sulla mafia irlandese a Boston (qui la recensione), ho letto Senza Nessun Segreto della Attar (qui la recensione), ho letto la dilogia su Antony di Sylvia Kant (qui la recensione di Prova ad Amarmi, mentre qui quella di Prova ad Amarmi Ancora).
Insomma, il mio bagaglio non è particolarmente capiente, ma so cosa distingue questo genere e ciò che ho trovato in El Diablo posso dire che non mi fa propendere per questa definizione. C'è violenza, c'è criminalità, ma di oscuro davvero c'è poco e niente.

Volevo che quel bastardo pagasse per quello che aveva fatto alle mie ragazze. Volevo farlo soffrire come lui le aveva fatte soffrire. Non sapevo se questo faceva di me un eroe o il cattivo di quella storia, ma alla fine non aveva alcuna importanza. Sapevo che cosa volevo fare. 

Il libro copre un lasso di tempo di quarant'anni - sì, avete capito bene - e parte da quando il nostro protagonista Alejandro, alias El Diablo, è un giovane quindicenne che viene iniziato dal padre alla sua vita criminosa.
In realtà, tutta la prima parte, è fatta anche piuttosto bene. La descrizione di come Alejandro cresce all'interno della società del padre, di come a poco a poco lui vada in pezzi a causa delle tragedie che si susseguono, la vendetta, la sete di giustizia, sono tutte cose espresse bene e, a volerla dire tutta, la parte "dark" del libro è tutta concentrata qui.

Poi cominciano le cose strane.
Siamo al 40% della storia circa e succede una cosa che porta Alejandro a fare i conti con qualcosa che non aveva preventivato. No, non è la lei di turno. Per un non meglio identificato motivo da qui in poi vengono inserite scene a random, spezzoni della vita di Alejandro e di altri personaggi che non servono a nulla ai fini della storia o della caratterizzazione dei personaggi.

E la cosa continua così pure quando compare la lei di turno. Ci sono tre scene che coprono un lasso di sei anni circa, prima che i due abbiano quello che si può chiamare rapporto umano. Badate che non parlo di una relazione eh.


Nel momento in cui entra in scena la co-protagonista, tutta la parte dark scompare. Certo, Alejandro continua a dire che fa cose malvagie, ma fatti effettivi non ce ne sono.
C'è soltanto un continuo scambio di psicosi tra i due che danno l'impressione di bipolarismo complementare, ma niente di più.
In tutto il libro non succede assolutamente nulla.
Ma proprio niente.
C'è un continuo andare e tornare dei personaggi nel corso degli anni, senza una qualche stabilità emotiva nelle interazioni che li legano.
Il passaggio del tempo non è esplicito, ci viene fatto notare solo a capitolo inoltrato. Cioè, mentre stiamo leggendo pensiamo che la scena sia una diretta conseguenza di quella prima, invece dopo una decina di righe o più, ci viene detto che sono passati dieci anni.

I nostri sguardi si incrociarono e nei suoi brillanti occhi verdi vidi qualcosa di familiare. Qualcosa che avevo sempre visto nei miei e che, per la prima volta, vedevo riflesso in quelli di un'altra persona.
La solitudine.
Un fuoco vivo e agonizzante divampava nel suo sguardo. Un dolore che nessun altro poteva capire o persino riconoscere, se non l'aveva vissuto. Una tacita connessione causata dall'oscurità.
Dall'inferno.

La caratterizzazione dei personaggi c'è ed è corposa, ma resta fredda. Distante.
Come anche lo stile. Non ho percepito il sentimento. 
Non so è colpa della traduzione italiana; la CE mi ha chiesto di non valutare eventuali refusi perché la copia ARC non era quella definitiva, quindi sui vari errori che ho trovato non mi pronuncio e la mia valutazione non ne è in alcun modo influenzata, però non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe stato leggerlo in lingua originale.

Come ho scritto nel mio commento su Goodreads, se Alejandro Martinez fosse stato un personaggio reale, questo libro avrebbe potuto essere la sua biografia.
Per tutto il tempo, la lettura non mi ha minimamente coinvolta. L'ho letto in uno stato di totale apatia, proprio come se stessi leggendo un articolo di giornale sulla vita di qualcun'altro. Non sono entrata in sintonia con nessun personaggio. Men che meno con Alejandro che normalmente è il tipo di personaggio verso cui provo più empatia.

Insomma, ci sono rimasta male.

«Non sono chi tu pensi che io sia, Lexi. E prima lo capisci, meglio è.»
«Forse tu non sei chi tu pensi di essere. Ci hai mai pensato?»

***

«L'uomo dietro il vestito costoso,» la mia voce si spezzò, il mio corpo tremò, «è solo un fottuto codardo.»

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E questo è quanto.
So bene di essere una voce fuori dal coro, la pecora nera di turno, ma oh, questa sono io.
Oltreoceano i pensieri positivi sono tantissimi, e qui - da quello che ho potuto vedere - non sarà da meno, ma io mi aspetto di più da libri di questo genere.

8 commenti:

  1. Sono perplessa, lo ammetto.
    Anche io ho appena letto un libro in cui il passare del tempo non è esplicito: te ne accorgi da alcune piccole cose, da personaggi che tornano in scena quando qualche capitolo prima invece erano andati via. Non viene mai specificato quanto tempo passa e sinceramente non mi sono neanche posta il problema perché con il libro che ho letto io alla fine risulta perfetto, serve solo a preparare per il plot-twist finale - perché mi ero fatta una teoria, mi ero detta che era sbagliata ma alla fine ho scoperto che avevo ragione proprio perché la mancanza di tempo serve apposta per ingannare il lettore.
    Qua invece non mi pare proprio il caso, peccato.

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    1. No, qua non ha alcun senso il modo in cui scorre il tempo, se non quello che fa gridare pedofilo.

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  2. Questo libro non poteva nemmeno rientrare nel DBD dato che da demolire c'è poco XD
    Non era comunque il mio genere come sai, però è brutto trovarsi davanti a un libro che non significa nulla a conti fatti.

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  3. Non ti preoccupare, vieni piccola pecorella nera ti accolgo io nel mio gregge (che per ora è formato solo da me sono sicura verrà popolato un giorno)

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