Recensione: Marcare il Tempo di April White


 Demolition Book Derby 


Buongiorno Inkers e buon martedì, come state? Io da un lato ho il cuore più leggero perché abbiamo avuto il via libera dalla banca e pare che ci stiamo avvicinando al rogito, dall'altra ieri sera ho discusso con mamma - per soldi, ovviamente - e boh, non sono contenta.
Comunque, parlando di delusioni, la recensione di oggi è una delle più grandi del 2019. Vi parlo di "Marcare il Tempo" di April White, edito da Quixote Edizioni che ringrazio per la copia digitale omaggio.

Recensione: Marcare il Tempo di April White

TRAMA:
MARCARE IL TEMPO
THE IMMORTAL DESCENDANTS #1
April White

⭐⭐

Editore: Quixote Edizioni
Prezzo: Cartaceo 12,56€ | Ebook 3,99€
Pagine: 572
Data uscita: 28 Giugno 2019
Genere: Urban Fantasy
La tagger diciassettenne Saira Elian può gestire qualsiasi cosa… una madre che scompare misteriosamente, uno sconosciuto che la segue in giro per Londra, e perfino la nobile nonna inglese che ha buttato fuori dalla famiglia lei e sua madre. Ma quando un vecchio tag graffito in una stazione della metropolitana la trasporta nel diciannovesimo secolo, e lei si trova faccia a faccia con Jack lo Squartatore, si rende conto di aver bisogno d'aiuto, dopotutto.
Incontra Archer, un affascinante studente, che la aiuta a mimetizzarsi per quanto possibile a un'adolescente statunitense moderna e molto alta finita nell'Inghilterra vittoriana. Lui le rivela l'esistenza degli Immortali: Tempo, Natura, Fato, Guerra e Morte. Poi le spiega che è possibile spostarsi tra i secoli... se si è discendenti di Tempo.
Saira scopre amicizie inaspettate in un collegio per discendenti degli Immortali, e un amore complicato con un giovane uomo del passato. Ma per sua madre il tempo stringe, e per salvarla lei deve abbracciare la sua nuova identità mentre nel frattempo nasconde ad Archer un segreto devastante riguardo al suo futuro, che gli potrebbe costare la vita.

SERIE: THE IMMORTAL DESCENDANTS [IN CORSO IN ITALIA]

1. Marcare il tempo
2. Tempting Fate (inedito)
3. Changing Nature (inedito)
3.5. The Gift (inedito)
4. Waging War (inedito)
5. Cheting Death (inedito)


Non so davvero da dove cominciare a descrivere la profonda delusione che la lettura di questo libro ha portato con sé.
Certo, il fatto che ci abbia messo due settimane a finirlo dovrebbe darvi qualche indizio.

Partiamo col dire che la trama di base è bella, davvero bella.
Abbiamo cinque immortali: Tempo, Fato, Morte, Natura e Guerra, che all'alba dei tempi, accoppiandosi con gli esseri umani, hanno dato vita a delle discendenze in cui, ogni tanto, compaiono persone dotate dei loro poteri.
Nel lasso temporale in cui è ambientata la storia di "Marcare il tempo", le famiglie discendenti dagli immortali sono in lotta tra loro da circa un secolo e da cui, poi, si sviscera quella che sarà poi la storia di Saira, la protagonista.

Ecco, questa è la parte interessante. Tutto il resto? O non è pervenuto o è talmente pessimo che boh, non mi è mai capitato in un fantasy di ritrovarmi con così tanto nulla in mano.

1) La caratterizzazione dei personaggi è inesistente. Superficiale e incoerente quelle poche volte che sembra voler acquisire quel qualcosa in più.
- Saira, la protagonista, è abituata a stare da sola. Se non fosse che ha effettivamente una casa in cui tornare sarebbe una senzatetto. Sua madre sparisce per lunghi periodi, ma lei né nessun'altro si sono mai chiesti perché. Bene, ma non benissimo. In questo suo stato di libertà, Saira pratica il parkour/free running e la cosa non ha assolutamente alcun valore nella sua personalità se non quello di giustificare le acrobazie della suddetta ragazza nei momenti in cui scappa dai suoi, svariati, inseguitori.
Tra l'altro, o Saira ha un quoziente intellettivo altamente superiore alla media, o non si spiega come, studiando da autodidatta (niente scuola per lei) lei possa avere certe capacità deduttive, di memoria etc che manco una spia della CIA.
Tutto quello che fa, già al primo tentativo, le viene giusto. Non c'è la minima insicurezza, la minima paura o tensione o nervosismo. Lei punta l'obiettivo e riesce.
- Tutti gli altri personaggi sono delle figurine. Compaiono, dicono la loro battuta o fanno qualcosa che illumina la giornata di Saira e poi svaniscono. Non si ricordano, non coinvolgono, non sono di alcun aiuto. Tranne "Ringo", lui mi è piaciuto.

2) I rapporti relazionali. Non parlo di insta love, per carità, almeno quello mi è stato risparmiato, ma anche se non siamo lì, poco ci manca. Saira si innamora di Archer in circa due settimane, considerando il lasso temporale completo, parlandogli si e no in sette occasioni. Archer vabbè, gli perdono il "sono innamorato di te da 125 anni" solo perché nasce nell'Ottocento e lì il concetto di amore era un po' diverso da quello attuale.
Saira, sempre stata un lupo solitario, ci mette un nanosecondo a farsi una squadra di amici che diventano le sue spalle nelle "operazioni segrete", ma che alla fine della fiera non servono a nulla.

3) Plot: come accennavo sopra, la storia inizia con Saira che corre, fa un graffito, e corre di nuovo questa volta per scappare da non si sa chi che la insegue. Nella sua fuga incontra dei poliziotti che, quando la accompagnano a casa trovano questa completamente devastata. Ma no, non facciamoci due domande su cosa possa essere successo alla casa e alla madre, no, mandiamo la diciassettenne Saira - cittadina di LA -  dalla "nonna" a Londra. Coerenza, questa sconosciuta.
Arrivata a Londra, Nonna Millicent si rivela un'arpia che chiude Saironzolo nella torre, ma ehi, lasciamo la chiave nella toppa per pigrizia. Vabbè, caliamo un velo pietoso. Saira scappa dalla sua prigione d'avorio e si ritrova a Whitechapel dove, magia, compie il suo primo viaggio nel tempo. Non prima di aver incontrato il misterioso Archer, però.
Da qui la storia prosegue con la scoperta dei viaggi nel tempo, dei segreti e delle storie sulle famiglie degli immortali di cui Saira non sapeva nulla (ah, ovviamente Saira è una "Clocker" alias "Viaggiatrice (del tempo)" alias, per traduzione italiana - po'ri noi... - "tictoc"), con la definizione dell'obiettivo di Saira di salvare sua madre intrappolata nel 1888 e varie ed eventuali scene buttate lì a random per giustificare l'essere "speciale" della protagonista.

4) Stile e edizione: avendo ricevuto la versione ARC dalla casa editrice italiana, inizialmente non ho voluto pronunciarmi sulla traduzione, poi però ho preso l'edizione acquistabile e mi sono cadute le braccia.
Al di là delle scelte linguistiche che, boh, non capisco perché tradurre "Shifters" con "Cambianti" anziché "Mutaforma", o perché togliere le maiuscole ad alcuni nomi, la cosa che meno concepisco è la scelta di autorizzare l'utilizzo di regionalismi.
Così, siccome leggere in italiano mi dava il mal di testa, ho approfittato che questo primo libro è gratuito su Amazon nella sua versione originale e l'ho preso per continuare la lettura. al che mi sono accorta che sì, la traduzione italiana pare fatta da una persona inesperta, ma anche il testo di partenza fa piuttosto pena. Le frasi sono sconnesse, le scene non si parlano, le descrizioni sono o troppo dettagliate o troppo blande, senza contare quella specie di dialetto/slang che l'autrice ha messo in bocca a tutti personaggi dell'Ottocento.

E niente, chiudo dicendo che non proseguirò questa serie, non fa proprio per me. Vi lascio però qui in giro, qualche screen da #NazInk che trovate anche nelle Storie in Evidenza su Instagram.


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Che ne dite Inkers?
Vi ispirava?




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6 Commenti

  1. attendevo questa recensione con ansia e che dire... che tristezza... Anche perchè seppur il romanzo non sia nelle mie corde la storia sembra davvero interessante

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    1. La trama aveva tanto di quel potenziale che non mi spiego ancora come sia stato possibile sprecarlo così.

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  2. buuuuu te lo dicevo io che era buuuuuuuuu

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  3. Avevo inserito questo titolo nei libri da leggere dopo la nostra ultima conversazione, ma ora vado a toglierlo. Ho fatto bene ad aspettare di leggere il tuo parere.

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    1. Magari può piacerti eh, però tra l'edizione italiana e il potenziale sprecato... boh, mi aspettavo di più.

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