Recensione

Buongiorno Inkers! Come state? Qua è definitivamente arrivata la Primavera e io sono ufficialmente nella fase "procrastinare mode on". Che ci volete fare, io sono una di quelle a cui piace il sole solo se può stare fuori senza uscire di casa, ma non avendo il giardino la cosa non è fattibile.
Perciò ridatemi la pioggia!
Oggi, comunque, vi porto una recensione che mi ha davvero fatto dannare, sia per il voto che per il libro in sé perché "Golden Son - Il Segreto di Darrow" di Pierce Brown, secondo volume della serie Red Rising, edito da Mondadori si è rivelato una vera e propria sfida.


GOLDEN SON
IL SEGRETO DI DARROW
Pierce Brown

⭐⭐⭐⭐

Editore: Mondadori
Prezzo: Cartaceo 19,90€ | Ebook 9,99€
Pagine: 454
Serie: Red Rising #02
Genere: Distopico

Trama: In Golden Son la guerra nello spazio si intreccia con gli intrighi del potere, la lotta del singolo con la narrazione corale, il linguaggio crudo dell'azione con quello psicologicamente raffinato dei dialoghi. Il complesso mondo dei colori legato alle classi sociali e alle loro lacerazioni – dai sovrani (Oro) e dagli innovatori (Argento), fino agli schiavi sessuali (Rosa) e agli operai obbligati ai lavori disumani (Rossi) – è la grande invenzione di Pierce Brown, un meccanismo di micidiale attualità. Leggere per credere. Golden Son ci trascina in un'avventura di cui è impossibile immaginare lo sviluppo. L'ascesa di Darrow nel mondo degli Oro, i suoi nemici, è difficile, incerta, pericolosa. Così la crudeltà di Nerone au Augustus, l'insincerità di Roque, il desiderio di vendetta di Cassio, i misteri che circondano la Sovrana, l'imprendibilità di Ares rendono unica questa storia. Un mondo dove basta una parola sbagliata, una mossa falsa, una decisione presa in ritardo per avere dolore, morte o vita e riscatto.

«Tu per cosa vivi?»

Questa recensione mi costerà uno sforzo immane, io già lo so.
Vedete, avrei potuto (e in realtà inizialmente l'ho fatto) dare tre stelle a questa lettura e rendermi la vita molto, ma molto, più semplice parlando semplicemente dei pro e dei contro; ma la verità è che questo secondo capitolo di Red Rising mi è piaciuto molto di più del primo e quindi in qualche modo andava premiato nonostante la tortura medievale che è stato leggerlo.
Sostanzialmente i miei problemi con la serie di Brown sono due: il worldbuilding e il protagonista e direi che, siccome parliamo di un distopico, avere delle mancanze in questi due argomenti non è esattamente un fattore di vantaggio.
Moltissimi lettori quando parlano del primo volume un fantasy o un distopico criticano ampiamente la parte iniziale perché tendenzialmente è quella più noiosa dato che ha lo scopo di introdurre il lettore nel nuovo mondo. Quindi Golden Son essendo un secondo volume dovrebbe essere immune a questa fase di costruzione, di introduzione. E invece no, dannazione.
Questo secondo capitolo inizia due anni dopo la fine del primo con in mezzo un buco di un anno che viene a poco a poco (molto poco) riempito dai ricordi di Darrow obbligando l'autore a doverci mettere al corrente di tutto ciò che è stato e della nuova situazione senza perdere il filo di ciò che però sta avvenendo nel presente del libro. E vi giuro che è una situazione in cui servirebbero più delle poche parole che vengono usate per descrivere gli avvenimenti del primo capitolo.
«Perciò si tratta di orgoglio.»
«Si tratta sempre di orgoglio.»
«L’orgoglio è solo un grido nel vento.»
Scuote il capo, e la sua voce si fa più grave. «Io morirò. Tu morirai. Tutti noi moriremo e l’universo proseguirà indifferente. L’unica cosa che abbiamo è un grido nel vento. Come viviamo. E come resistiamo prima di cadere.»

Comunque, venendo ai miei problemi con questa serie, ecco che al primo posto abbiamo il worldbuilding: magari sono tarda io, ma fin dal primo libro mi sono trovata spesatissima tra ruoli e colori del nuovo mondo post apocalittico creato da Brown e in Golden Son la situazione peggiora drasticamente quando cominciano a comparire navi spaziali da guerra lunghe 15 chilometri (sì, avete letto bene) con nomi lanciati a destra e a manca come se al lettore non servisse una guida.
Viene proprio dato per scontato che il lettore sappia già tutto ed è una cosa che non tollero.
E poi c'è Darrow.
Darrow che per me non è degno del ruolo di protagonista. A guardarlo bene potrebbe essere il villain di se stesso. Le sue motivazioni alla ribellione sono deboli (tanto quanto avevo considerato inutile il sacrificio di Eo all'inizio di Red Rising) e soprattutto non impara mai dai suoi errori. La storia si ripete di nuovo, prima con Cassio e poi con Roque ed era prevedibilissimo. Certo, non mi aspettavo la superficialità di Mustang.
Sapete però cosa compensa molto generosamente le mancanze di Darrow? Sevro. La sua spalla. Il suo amico. L'unico personaggio che sai che resterà fedele al nostro protagonista nonostante tutti i suoi passi falsi.
Sevrò è la personificazione della lealtà e della fiducia. Credere e fidarsi così ciecamente di un'altra persona è quasi utopico.
«Com’è certo che sono tuo amico» anche Roque fa per alzarsi, «ti riprenderai da tutto questo. Noi non siamo questa fase della nostra vita. Siamo noi stessi, la somma di ciò che abbiamo fatto, di ciò che vogliamo fare, e le persone che ci teniamo vicine. Tu sei il mio migliore amico, Darrow. Ricordalo. Non importa quel che accade, io ti proteggerò proprio come faresti tu se mai ne avessi bisogno.»

E qui mi sono chiesta perché dargli dei punti in più rispetto a Red Rising vista anche l'estrema difficoltà di lettura - un po' per i refusi, un po' per i termini dati per scontati - che mi ha rallentata non poco.
Che posso dirvi che la storia è oggettivamente bella? Dal 70% si entra finalmente nel vivo e tutto si svolge con un ritmo incalzante che ti porta alla velocità della luce al cliffhanger finale che porca miseria datemi Morning Star ora!
“Casa non è da dove vieni, è dove trovi la luce quando tutto si fa buio”.

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E ditemi dunque, che ne pensate?
Voi avete già letto questa serie?