venerdì 29 dicembre 2017

Recensione: The Winner's Curse - La Maledizione di Marie Rutkoski


 Recensione 


Buongiorno Inkers e buon venerdì! Come state? Io ieri sera sono andata al cinema a vedere "Dickens" e mi è piaciuto tantissimo! Il man l'ha battezzato il nuovo film di Natale, sapete tipo "Una poltrona per due", "Miracolo nella 34esima strada" o "Mamma ho perso l'aereo". Se ne avete l'occasione vi consiglio davvero di vederlo.
Per quanto riguarda noi oggi, la recensione che vi porto è quella di "The Winner's Curse - La Maledizione" di Marie Rutkoski edito da Leggereditore.



TRAMA:
THE WINNER'S CURSE
LA MALEDIZIONE
THE WINNER'S TRILOGY #1
Marie Rutkoski

⭐⭐⭐⭐

Editore: Leggereditore
Prezzo: Cartaceo 14.90€ | Ebook 1.99€
Pagine: 246
Data uscita: 13 Luglio 2017
Genere: Fantasy
In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce i schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni... Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…

SERIE: THE WINNER'S TRILOGY
0,5. Bridge of Snow (inedito)
1. The Winner's Curse - La maledizione
2. The Winner's Crime (in uscita)
3. The Winner's Kiss (inedito)



Scrivere questa recensione mi rende la giornata difficile perché sebbene alla fine The Winner's Curse mi sia piaciuto, ci sono degli elementi che mi hanno fatto storcere il naso di cui non riesco a liberarmi.
Probabilmente vi sembrerà una recensione fredda perché più oggettiva che soggettiva. Non ci saranno emozioni dirompenti nelle mie parole.

Il primo volume della The Winner's Trilogy si presenta come un fantasy, ma di fantastico ha solo l'ambientazione che è situata in un contesto storico/geografico/politico inventato dall'autrice. A tratti sembra quasi un distopico.
Inizialmente ho fatto davvero molta fatica a capire la struttura del nuovo mondo in cui stavo entrando perché il racconto di come si è arrivati alla situazione attuale appare parecchio in là rispetto all'inizio del libro dove dovrebbe essere.
Le descrizioni dell'ambiente, al contrario, sono perfette: evocano luoghi, oggetti e persone con minuzia di dettagli senza risultare pesanti.

La verità può ingannare quanto una bugia.

I protagonisti, Kestrel e Arin, sono ciò che di meglio possa desiderarsi per i personaggi principali di una storia. Le loro caratterizzazioni sono entrambe minuziose e li rendono estremamente interessanti. 
Kestrel è intelligente, ha una mente analitica ed è una grande osservatrice. Lei guarda, studia e impara. Arin, d'altro canto, è intelligente tanto quanto la sua coprotagonista, ma con la mole di bagaglio che ha sulle spalle - conoscenza del mondo, delle lingue, della storia - è più astuto, a tratti furbo, meno prevedibile.
Presi singolarmente mi sono piaciuti immensamente, ma insieme - dopo che si avvia la parte romance - mi hanno fatto cadere le braccia.
Cioè, la prima parte in realtà - quando loro entrano in contatto, si scoprono etc - mi è piaciuta molto. Il loro modo di interagire è realistico rispetto alle loro personalità: c'è conoscenza, curiosità, accettazione, fiducia, paura, ma poi mi cade troppo nei cliché dei romance rendendo prive di significate le personalità forti e decise che li avevano caratterizzati fino a quel momento.

*Inizio parentesi polemica*
Lo so io e lo sapete voi che non sono una di gusti raffinati sui romance. Leggo di tutto anche se ho le mie preferenze come tutti. E come tutti ho delle cose, situazioni, che non mi piacciono proprio in un romanzo rosa, figuriamoci poi in un fantasy! Sono convinta che una minima parte di romance ci stia bene nei fantasy, se gestita adeguatamente, purtroppo non è stato il caso di The Winner's Curse dove mi sono trovata davanti a scene *NO SPOILER* in cui succede una cosa, uno dei due potrebbe dirlo all'altro (con mille occasioni per farlo), ma sceglie di non parlare perché pensa che l'altro personaggio non capirebbe. Altra scena, ma al rovescio, questa volta la scusa è "non glielo dico perché devo proteggerl*". Ecco, a me queste cose non piacciono e non riesco a digerirle.
*Fine parentesi polemica*

La musica la faceva sentire come se tenesse in mano una lampada che gettava un fascio di luce attorno alla sua persona, e anche se sapeva che nel buio oltre quel bagliore la attendevano persone e responsabilità, non riusciva a vederle. Il fuoco che sentiva quando suonava la rendeva deliziosamente ignara di tutto.

La cosa che sicuramente ho apprezzato di più è che i personaggi secondari non sono prevedibili: pensavo che il padre di Kestrel fosse un bastardo ipocrita, invece è un padre amorevole - forse giusto un po' rigido e severo - che vuole il meglio per sua figlia.

Lo stile è scorrevole senza risultare banale, anche se in alcuni punti la traduzione mi è sembrata strana.
Tra l'altro, altra cosa che porta il libro ad una piena promozione, è il mancato buonismo. C'è sangue e c'è morte. Niente è gratuito e tutto è perfettamente giustificato senza risultare forzato.
Ci sono battaglie, strategie, colpi di scena, verità, bugie, amore, odio.
E c'è un finale aperto che lascia inevitabilmente con l'amaro in bocca per l'estrema curiosità che la scena comporta. Che ne sarà di Kestrel e Arin? Che ne sarà del loro rapporto?

«Kestrel, per favore, non piangere.» Dita incerte le toccarono il volto. Un pollice le scorreva lungo la pelle umida di uno zigomo. Ne soffrì, soffrì per la tristezza del sapere  che qualsiasi cosa lo spingesse a farlo non poteva essere niente di più che compassione. La stimava a tal punto. Ma non abbastanza.
«Perché non puoi sposarlo?» le sussurrò.
Spezzò la parola data a se stessa e lo guardò.  «Per colpa tua.»


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Allora che ne dite?
Rileggendo la recensione mi accorgo che probabilmente ho letto questo libro al momento sbagliato.
Forse non ero nel mood giusto per godermelo a pieno.
Intanto, però, aspetto con ansia l'uscita del secondo volume!

10 commenti:

  1. Sangue e morte mi ispira ahaha però penso che questa serie resterà ad aspettare, almeno oer ora... Ho già un sacco di altre serie che vorrei iniziareee

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  2. COncordo con te sull’inizio non facile da capire come mondo, un po’ lento anche. I protagonisti non mi dispiacciono, quella parte polemica che hai scritto tu ad esempio a me non è dispiaciuta ma io e te coi romance siamo un po’ in conflitto si sa (ricordo la sfida in atto...)! Fatto sta che il libro sicuramente pone le basi per un interessante seguito che sicuramente non mi perderò!

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    1. Ah quello sì, il seguito voglio leggerlo assolutamente!

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  3. Infatti uno degli aspetti positivi che ho sempre letto nelle recensioni su Goodreads è proprio il mancato buonismo citato da te - cosa che io apprezzo.

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  4. l'ho letto e mi è piaciuto tantissimo ma la pessima traduzione mi ha fatta talmente imbestialire che a volte l'avrei buttato giù dal balcone. Alla fine stesso voto tuo e stessa considerazione sul fatto che non ci sia buonismo, cosa meravigliosa

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    1. Vabbè, ma alle traduzioni ormai non ci faccio più caso.

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