Buongiorno Inkers e buon lunedì, come state? Io oggi sono di nuovo in formazione e il tema della giornata è "Opac e ricerca bibliografica" - come se non avessi mai usato il sito della biblioteca per fare una ricerca.
Comunque oggi è anche il secondo lunedì del mese, pertanto torna la rubrica mensile "Parole tra i Libri", in collaborazione con le altre blogger.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹


La citazione di oggi viene da uno dei libri che mi sono piaciuti di più, in questo periodo, l'anno scorso: cioè Fangirl di Rainbow Rowell (qui la recensione).
Cath, la protagonista di Fangirl, mi è simile come ben poche altri personaggi. Sono entrata in sintonia con lei ad un livello quasi simbiotico. Lei è me e io sono lei.
Ho scelto proprio questa citazione perché da quando ho aperto il blog mi sono resa conto di una cosa importante: non sono io a essere sbagliata, sono gli altri che non capiscono cosa c'è di speciale in me.
Sono sempre stata quella diversa. Non perché avessi uno stile particolare o facessi qualcosa che attirava l'attenzione, ma proprio per il contrario.
Io ero quella che non si omologava e che per questo restava esclusa e veniva presa di mira.
Ero quella prudente, quella che non violava le regole solo per il brivido del proibito.
Quella a cui piacevano i manga.
Quella che non sapeva ridere alle battute perché diffidente verso chi usa lo scherzo per mascherare il proprio pensiero sulla persona che sta prendendo in giro.
Quella che non era capace di flirtare.
Ora, dopo due anni di blog e sette anni abbondanti in una relazione stabile con una persona che amo, con amicizie che nonostante la distanza - reale e digitale - sono più vere di quelle dietro l'angolo, sono una persona diversa.
Sono una persona che non si nasconde, ma non si espone.
Se vuoi conoscermi io sono qui, ma se non mi conosci, se mi giudichi solo per la mia passione, per il mio non voler sprecar fiato con persone che hanno una soglia dell'attenzione alla conversazione che non supera i dieci secondi... puoi anche lasciarmi perdere. Io non ti vengo a cercare.
Si dice che è meglio essere soli che male accompagnati, e questo per me è diventato il mio mantra.
Da quando ho il blog ho conosciuto persone fantastiche: amiche di lettura che ormai sono la mia famiglia, e bloggers... tante, tante bloggers. 
Bloggers con cui mi scambio, via posta, più regali con loro che con la mia famiglia.
Bloggers con cui condivido la passione per i fantasy, per gli m/m, per il trash, per il dark.
Bloggers con cui parlo di manga e di serie tv.
Bloggers con cui chatto giorno e notte, giorni feriali e weekend, in vacanza e al lavoro.
Bloggers con cui faccio intere conversazioni via registrazioni audio.
Bloggers che prima di essere tali, sono amiche.
Amiche come quelle che non ho mai avuto negli anni di scuola.

Quindi, sì, io sono Cath. 
Io non mi sforzo di farmi gli amici, perché ho scoperto che le anime affini si trovano da sole.
Non ho cercato nessuna delle persone che ho conosciuto tramite il blog, ma ci siamo trovate. 
E se con loro, via web, mi sono trovata? Perché non può succedere anche con persone con cui ho a che fare tutti i giorni fuori dal blog?
Non c'è bisogno di condividere una passione per capirsi.
Non c'è bisogno di avere gli stessi interessi per poter avere conversazioni interessanti.
Basta essere aperti alle possibilità.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Oggi mi sono dilungata parecchio, ma d'altra parte con un tema del genere è inevitabile.
Voi come vivete il rapporto con gli altri?
Siete il tipo di persone che trainano il gruppo, quelli carismatici, o siete quelli che osservano dal fondo cogliendo i segreti di tutti?

Non dimenticatevi di passare dalle mie colleghe e amiche!